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Peste suina africana. Piano di azione nazionale cattura, abbattimento del cinghiale nelle zone indenni da PSA.

peste suina

Adottata in data 4/02/2026 da parte del Commissario Straordinario alla Peste Suina Africana l'Ordinanza n.1/2026 recante il Piano di azione nazionale per la cattura,
l’abbattimento e il destino delle carcasse di cinghiale nelle zone indenni da PSA.

Data di Pubblicazione

16 febbraio 2026

Tipologia

Avviso

Descrizione estesa

Con l'ordinanza n.1/2026 del 4 febbraio 2026 il Commissario straordinario alla Peste Suina Africana ha adottato il “Piano di azione nazionale per la cattura, l’abbattimento e il destino delle carcasse di cinghiale nelle zone indenni da PSA”  che aggiorna e modifica per gli anni 2026-2028 il “Piano Straordinario di catture, abbattimento e smaltimento dei cinghiali (Sus scrofa) e Azioni Strategiche per l’elaborazione dei Piani di Eradicazione nelle zone di restrizione da peste suina africana anni 2023-2028” e s.m.i., predisposto ai sensi dell’art.2 comma 10 del decreto-legge del 17 febbraio 2022, n. 9, convertito dalla legge 10 agosto 2023 n. 112, art.29, di cui alla presa d’atto della Conferenza Stato-Regioni resa nella seduta del 6 settembre 2023 (Rep. atti n. 200/CSR del 6 settembre 2023).
Il Piano riportato in allegato alla suddetta Ordinanza deve essere applicato, su tutto il territorio delle Regioni e delle Province Autonome indenne da PSA, dalla data di emanazione e fino al 31 dicembre 2028.

Che cos'è la peste suina africana

La peste suina africana è una malattia virale che colpisce suini e cinghiali. La patologia è molto contagiosa e spesso letale per loro, ma che non è trasmissibile all'uomo, né ai cani e gatti, anche se, tutti e tre, possono rappresentare un vettore passivo di trasmissione indiretta.

La PSA è causata da un virus incapace di stimolare la formazione di anticorpi e questo è il motivo per cui ad oggi non esiste un vaccino disponibile.

Dove è presente

La PSA è endemica nell'Africa sub-sahariana, dove la malattia venne inizialmente scoperta. In Europa, tra il 1995 e il 2007, la PSA era confinata unicamente alla Sardegna. Tuttavia nel 2007 si verificarono focolai di PSA in Georgia e la malattia si diffuse ai Paesi limitrofi, colpendo maiali e cinghiali selvatici. Nel 2014 vennero segnalati i primi focolai nell'Unione europea, tra i cinghiali selvatici degli Stati baltici e della Polonia. Da allora la malattia si è diffusa ad altri Paesi dell'UE e ai Paesi terzi confinanti e negli ultimi anni si sono verificati focolai anche in Asia, Oceania e in alcuni Paesi americani.

I sintomi

Gli animali infettati possono avere: febbre, perdita di appetito, debolezza del treno posteriore, difficoltà respiratorie e secrezione oculo-nasale, aborti spontanei, emorragie interne e su orecchie e fianchi.

Le ripercussioni dell'epidemia

Le epidemie hanno pesanti ripercussioni economiche nei paesi colpiti: è previsto l'abbattimento obbligatorio degli animali malati e sospetti tali; e ne soffre il comparto produttivo suinicolo perché nei paesi colpiti è vietato commercializzare ed esportare suini vivi e prodotti suinicoli. Questo perché la peste suina può diffondersi sia per contatto tra animali infetti, sia attraverso la puntura di vettori come le zecche, sia in maniera indiretta (attraverso attrezzature e indumenti contaminati che possono "trasportare" il virus), sia attraverso la somministrazione ai maiali di scarti di cucina contaminati dal virus.

La prevenzione

Nei territori in cui il virus non è presente, è necessario effettuare una massiccia prevenzione attraverso la sorveglianza degli allevamenti e delle carcasse di cinghiale rinvenute. Fondamentale è il rispetto della normativa.

Documenti e atti

Tipo Titolo Scarica
  PDF582,1K Ordinanza n. 1/2006 - Piano di azione Nazionale

Ultima modifica: lunedì, 16 febbraio 2026

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