Descrizione estesa
Con l'ordinanza n.1/2026 del 4 febbraio 2026 il Commissario straordinario alla Peste Suina Africana ha adottato il “Piano di azione nazionale per la cattura, l’abbattimento e il destino delle carcasse di cinghiale nelle zone indenni da PSA” che aggiorna e modifica per gli anni 2026-2028 il “Piano Straordinario di catture, abbattimento e smaltimento dei cinghiali (Sus scrofa) e Azioni Strategiche per l’elaborazione dei Piani di Eradicazione nelle zone di restrizione da peste suina africana anni 2023-2028” e s.m.i., predisposto ai sensi dell’art.2 comma 10 del decreto-legge del 17 febbraio 2022, n. 9, convertito dalla legge 10 agosto 2023 n. 112, art.29, di cui alla presa d’atto della Conferenza Stato-Regioni resa nella seduta del 6 settembre 2023 (Rep. atti n. 200/CSR del 6 settembre 2023).
Il Piano riportato in allegato alla suddetta Ordinanza deve essere applicato, su tutto il territorio delle Regioni e delle Province Autonome indenne da PSA, dalla data di emanazione e fino al 31 dicembre 2028.
Considerato peraltro che l’evoluzione della situazione epidemiologica della peste suina africana in ItaIia richiede la prosecuzione dell’appllicazione della strategia di contrasto alla diffusione della malattia, nonché la sua rimodulazione, anche coerentemente con le azioni contenute nella “Road map” concordata con gIl uffici della DG-Sante della Commissione Europea, con ordinanza del Commissario Straordinario n.3/2026 in data 27/03/2026 è stato prorogato fino al 12 maggio 2026 il termine di cui all'ordinanza n.7/2025 (Misure di eradicazione e sorvegIianza della peste suina africana).
Che cos'è la peste suina africana
La peste suina africana è una malattia virale che colpisce suini e cinghiali. La patologia è molto contagiosa e spesso letale per loro, ma che non è trasmissibile all'uomo, né ai cani e gatti, anche se, tutti e tre, possono rappresentare un vettore passivo di trasmissione indiretta.
La PSA è causata da un virus incapace di stimolare la formazione di anticorpi e questo è il motivo per cui ad oggi non esiste un vaccino disponibile.
Dove è presente
La PSA è endemica nell'Africa sub-sahariana, dove la malattia venne inizialmente scoperta. In Europa, tra il 1995 e il 2007, la PSA era confinata unicamente alla Sardegna. Tuttavia nel 2007 si verificarono focolai di PSA in Georgia e la malattia si diffuse ai Paesi limitrofi, colpendo maiali e cinghiali selvatici. Nel 2014 vennero segnalati i primi focolai nell'Unione europea, tra i cinghiali selvatici degli Stati baltici e della Polonia. Da allora la malattia si è diffusa ad altri Paesi dell'UE e ai Paesi terzi confinanti e negli ultimi anni si sono verificati focolai anche in Asia, Oceania e in alcuni Paesi americani.
I sintomi
Gli animali infettati possono avere: febbre, perdita di appetito, debolezza del treno posteriore, difficoltà respiratorie e secrezione oculo-nasale, aborti spontanei, emorragie interne e su orecchie e fianchi.
Le ripercussioni dell'epidemia
Le epidemie hanno pesanti ripercussioni economiche nei paesi colpiti: è previsto l'abbattimento obbligatorio degli animali malati e sospetti tali; e ne soffre il comparto produttivo suinicolo perché nei paesi colpiti è vietato commercializzare ed esportare suini vivi e prodotti suinicoli. Questo perché la peste suina può diffondersi sia per contatto tra animali infetti, sia attraverso la puntura di vettori come le zecche, sia in maniera indiretta (attraverso attrezzature e indumenti contaminati che possono "trasportare" il virus), sia attraverso la somministrazione ai maiali di scarti di cucina contaminati dal virus.
La prevenzione
Nei territori in cui il virus non è presente, è necessario effettuare una massiccia prevenzione attraverso la sorveglianza degli allevamenti e delle carcasse di cinghiale rinvenute. Fondamentale è il rispetto della normativa.