Punto 1Il Cipresso calvo Taxodium distichum; è una conifera originaria delle zone paludose del golfo del Messico, caratteristico per le radici sporgenti dal terreno, chiamate pneumatofori,utili al fine di poter arieggiare attraverso strutture specializzate. Queste strutture alte dai 10 ai 20 cm dal suolo e presenti sotto tutta la chioma dell'albero ne rendono agevole e sicuro il riconoscimento. E' una delle poche conifere caducifoglie ed alcuni esemplari hanno raggiunto anche i 1000 anni.
Punto 2Il Laghetto; è uno degli specchi d'acqua più ampio dell'intera area collinare, rappresentando uno degli habitat di maggior pregio per gli anfibi, soprattutto per la riproduzione del rospo comune Bufo bufo. Lo stagno è frequentato anche da aironi cenerini Ardea cinerea ed anatre selvatiche quali il germano Anas platyrhyncos. Purtroppo di recente sono stati introdotti numerosi pesci rossi che minacciano la sopravvivenza degli anfibi quali tritoni e rane, dei quali divorano le larve ed i girini.
Punto 3 Frassino maggioreFraxinus excelsio; è un grande albero che può raggiungere i 35 – 40 m di altezza, elemento costitutivo dei boschi di latifoglie umidi, ma mai predominante. Lo si riconosce dalla corteccia grigio bruna e dalle foglie impari pennate dai margini frastagliati. Ha un legno pregiato, utilizzato per mobili e manici di strumenti d'opera.
Punto 4L' Ontano neroAlnus glutinosa; è un albero legato ad ambienti ricchi d'acqua come fondovalle umidi o le sponde fluviali. La foglia è molto arrotondata di un colore verde scuro, la corteggia ruvida grigio!brunastra. Caratteristiche le infruttescenze dalla forma di piccole pigne. Il legno, molto resistente alle immersioni prolungate, è stato utilizzato per le fondazioni di Venezia. Quanto tagliato il legno diventa di color rosso sangue, fatto che lo ha fatto ritenere in epoca mediovale, residenza di spiriti malvagi. Punto 5Il bosco igrofilo; è l'habitat caratterizzato da terreno con abbondanza d'acqua, tendente al ristagno. Sono aree molto localizzate importanti per la fauna e flora spesso vivono. Tra le specie presenti tipiche di questi ambienti l'ontano Alnus glutinosa, l'olmo campestre Ulmus minor, il pioppo bianco Populus alba, la frangola Frangula alnus, l'orniello Fraxinus ornus, il sambuco Sambucus nigra, la berretta del prete o fusaggine Euonymus europaeus. Fra le specie animali che frequentano questi boschi, le più importanti sono legate soprattutto alle pozze presenti negli ambienti umidi. E' il caso della Rana di Lataste Rana latasteí, una specie endemica della Pianura Padana cioè che vive esclusivamente in Pianura Padana e nelle sue immediate vicinanze) .
Punto 6 Il Querco – carpineto; è la formazione forestale che caratterizzava la Pianura padana prima dell'intervento antropico. E' costituita da un bosco di latifoglie misto costituito principalmente da farnie Quercus robur e carpini bianchi Carpinus betulus. I querco-carpineti sono le cenosi forestali che presentano la maggiore biodiversità sia vegetale, raggiungendo le 40/50 specie per rilievo, che animale.
Punto 7 I licheni; sono organismi simbionti tra un alga ed un fungo, la convivenza permette alla prima di ricavare energia dalla fotosintesi e darne una parte al fungo, mentre quest'ultimo svolge l'azione protettiva ed assorbe acque e sali minerali. Alcune specie sono utilizzate come indicatori della qualità dell'aria perché molto sensibili ad agenti inquinanti.
Punto 8 La fusaggineEuonymus europaeus; è un arbusto noto anche come berretta del prete a causa degli autunnali frutti velenosi rosa!arancio che ne ricordano le forme. Velenosi risultano anche corteccia e foglie. Ha fusti a sezione quadrangolare, con foglie lanceolate, opposte, a margine finemente seghettato ed apice molto appuntito. Il legno duro si torniva ed è ancora oggi una delle essenze più utilizzate nella fabbricazione di stuzzicadenti. Punto 9 L'acero campestre Acer campestre; può raggiungere con una certa lentezza i 20 m di altezza, nella maggior parte delle situazioni ambientali sino i 1000 m di quota. Facilmente riconoscibile per la foglia palmata a 5 lobi, colora il bosco in autunno di una ricca varietà di gialli intesi. I frutti sono piccole disamare di colore verde!marrone con ali aperte a 180° gradi. In passato era spesso utilizzato nelle vigne come tutore vivo per le viti e ai bordi dei campi per la realizzazione di siepi.
Punto 10 Lungo il sentiero sono presenti ormai sporadiche presenze di conifere quali abete bianco Abies alba ed abete rosso Picea abies, tracce di passate pratiche culturali che vedevano in queste piante dalla rapida crescita, una soluzione per un bosco florido e rigoglioso. Essendo legate a climi di altitudini maggiori non si sono però sviluppate con le caratteristiche volute e quelle rimaste creano situazioni ecologiche lontane e di disturbo rispetto al bosco di latifoglie presente nell'area. L'abete rosso è il cosidetto “albero di Natale”, riconoscibile per aculei fini ed appuntiti, che pungono se stretti in mano, mentre l'abete bianco presenta aculei più larghi, dal margine inferiore bianco e non pungono. Nell'area è possibile vedere alcuni arbusti che si notano tra le altre piante solamente nel periodo della fioritura e della fruttificazione, come il ciavardello Sorbus torminalis, un arbusto ormai raro che può raggiungere i 15 m, con la foglia lobata, simile all'acero, e la corteccia simile al pero. Produce una ricca fioritura bianca e un piccolo frutto ricco di vitamina C, molto apprezzato dagli uccelli. E' molto apprezzato per la produzione di strumenti musicali. Punto 11 Il noccioloCorylus avellana; è un arbusto molto diffuso in ambito mediterraneo fino i 1200 m di altitudine, adattandosi a molte tipologie di terreno. Raggiunge i 5 – 7 m di altezza e le foglie sono semplici, ovali, con margini dentati. Il nome deriva dalla forma dei frutti che ricordano un elmo, dal greco koris. Il frutto è molto usato nell’alimentazione ed in profumeria. Il pungitopo Ruscus aculeatus è un arbusto spinoso che raramente supera il metro di altezza. Le vere foglie sono poco appariscenti, ma alla loro ascella spuntano “cladodi” (false foglie) rigidi e carnosi che assomigliano a foglie e ne svolgono la funzione, dalla forma appuntita. I semi torrefatti, sono stati usati in passato come succedaneo del caffè. Nel Medioevo il pungitopo veniva usato per scacciare i topi dalle cantine; da qui il nome. Punto 12 Il bosco termofilo; si sviluppa lungo i pendi assolati ed asciutti esposti a sud, dove il clima mite ed il suolo drenato permettono lo sviluppo di piante quali la roverella Quercus pubescens, l'orniello Fraxinus ornus, il carpino nero Ostrya carpinifolia. Sono l'habitat ideale di uccelli come la ghiandaia ed i picchi.
Punto 13 Affioramento geologico; significativo in questo luogo per la sua emersione dal deposito vegetale del sottobosco. La roccia presente è di natura sedimentaria costituita da arenarie e da calcari, come per tutta la fascia collinare dei Colli Asolani, originatosi da sedimenti marini di età compresa tra i 65 ed i 5 milioni di anni, ricchi di tracce fossili.
Punto 14 Trincee della I Guerra Mondiale
Punto 15 Il legno morto; è una riserva di vita in un bosco come quello del Fagarè. Vi abitano infatti moltissimi organismi, dai batteri ai funghi ed ospita una grande varietà di insetti sia xilofagi, ossia che si nutrono del legno stesso, si animali in cerca di un rifugio. Tutti questi organismi diventano a loro volte fonte alimentare per anfibi ed uccelli, come è possibile vedere dall'incessante attività di scavo effettuata dai picchi.