Commemorazione del IV Novembre

Care concittadine,
Cari concittadini,
ci incontriamo oggi per commemorare il 4 novembre, anniversario della fine della Grande Guerra, per onorare i nostri caduti, per ricordare l'unità nazionale dei popoli e per festeggiare le Forze Armate: quasi quattro milioni di soldati in trincea che combattevano, 650 mila caduti italiani e un milione di feriti.
Il rischio è che vada dimenticata una pagina importante della nostra Storia, della nostra Terra, dei nostri Padri.
Diventa allora, sempre più significativo celebrare ricorrenze come questa del 4 novembre, data della fine della Prima Guerra mondiale: ci permettiamo di commemorare con rispetto e dolore quanti soffrirono, militari e civili, durante i lunghi e dolorosi anni del conflitto.
Celebrare i nostri caduti in guerra significa soprattutto ricordare tutti quanti, favorevoli o meno al conflitto, coscienti o meno del dovere che stavano compiendo, affrontando comunque, oltre a condizioni di vita durissime, la morte in battaglia per avere come premio una sepoltura il più delle volte anonima.
Essi lottarono e si sacrificarono per creare un'Italia dei Popoli unita, libera e democratica.
Ed è perciò che oggi, pur nel confronto quotidiano con le diverse culture, non possiamo permetterci di perdere la nostra identità di popolo che è fatta di storia, tradizioni e valori umani.
Purtroppo sono ancora tante e troppe le guerre combattute nel mondo e non esiste una guerra giusta.
La nostra Italia si distingue per numero di missioni in corso e per numero di uomini impiegati.
L'occasione va colta per ricordare tutti i militari caduti dando il loro contributo generoso in favore della Pace e della Libertà nei Paesi martoriati da guerre civili e regimi totalitari.
Ritengo infine che la Scuola, oggi, debba ricoprire quel ruolo di primaria importanza che essa riveste nell'educazione delle nuove generazioni per diffondere i concetti di pace e di convivenza civile perché da un lato non si ripetano i funesti eventi bellici del passato, dall'altro ci si possa tutti integrare e rispettare in una società interculturale che purtroppo stenta ancora a configurarsi come tale.
Auguro a tutti Noi di lavorare con serenità e alte motivazioni nella speranza di ritrovarci un giorno a celebrare la Pace universale.
IL SINDACO
Marco MARCOLIN