Arte Cultura e Natura

A Cornuda vi sono numerose possibili mete di escursione: ricordiamo brevemente i più noti edifici di rilevanza storico-artistica presenti sul territorio e, naturalmente, il Bosco Fagaré, compreso fra i Comuni di Cornuda e di Crocetta del Montello, dove si possono percorrere gli interessanti sentieri didattico-naturalistici appositamente predisposti.

Santuario della Madonna della Rocca

Il Santuario custodisce la miracolosa immagine della Madonna della Rocca oggetto di venerazione da parte dei fedeli della zona. 
L'edificio sorge a 350 m. sul livello del mare, nei pressi di un albero di rovere che, secondo la leggenda, proviene addirittura dalla Terrasanta. La maestosa quercia crollò improvvisamente al suolo il 18 Giugno 2010, suscitando grande scalpore. Del fatto venne redatta una approfondita relazione tecnica da parte del prof. Marco Carrer, del Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell'Univesità di Padova.
La chiesa attuale è costituita da un nucleo medievale, forse una cappella o una chiesetta preesistente al santuario stesso, e da strutture tardo seicentesche aggiunte alla costruzione primitiva. Il Santuario subì nei secoli alterne vicende, saccheggi e distruzioni, restauri ed abbellimenti, ed è oggi affidato alle Suore Missionarie dell'Immacolata, che godono dell'assistenza religiosa di un rettore specialmente nominato. 
Ogni anno, per voto, le sei parrocchie di Cornuda, Coste, Covolo, Maser, Nogarè ed Onigo, in sei periodi diversi dell'anno, vi giungono in pellegrinaggio.

Chiesa dei Santi Vittore e Corona

Antichissima chiesa romanica, sorge poco discosta dalla Rocca lungo il letto del Ru Nero e conserva l'aspetto di oratorio anche dopo i numerosi rifacimenti subiti nel corso dei secoli. La storia ricorda che nel XII secolo vi furono translati i corpi dei due santi ricordati nell'intitolazione per la particolare devozione nutrita dai cornudesi nei loro confronti.

Asilo - Monumento ai Caduti - Municipio

Inaugurato nel 1930, l'Asilo - Monumento è un edificio dedicato alla memoria dei cittadini caduti nel primo conflitto mondiale: l'Amministrazione Comunale, per sopperire ai bisogni della popolazione, decise di ospitarvi il nuovo Asilo per i bimbi dei Comune.
Successivamente, viene ornato da una cinta di formelle che ricordano i caduti di tutte le guerre.
Dal 1968 è la sede municipale.

Monumento-Ossario ai Caduti del 1848

Sorge sul colle della Rocca e fu costruito in memoria di un famoso scontro avvenuto a Cornuda durante i giorni 8 e 9 maggio 1848 fra le truppe austriache guidate dal generale Nugent ed i Dragoni Pontifici al comando del generale Ferrari. Il Monumento è costituito da un grande obelisco in pietra di Pove, sostenuto da una breve scalinata a gradoni e da un blocco in pietra sul quale si posa una grande aquila bronzea, ed è sormontato da una stella dorata. Ai lati dell'obelisco quattro leoni sostengono altrettante targhe commemorative. L'opera fu eseguita da A. Carlini ed inaugurata nel 1898.

Palazzo Munari

Palazzo ottocentesco dalla semplice struttura, possiede adiacenze tardo settecentesche ed uno splendido parco dove si notano i rustici ancora adibiti ad attività di varia natura.

Palazzo De Faveri-Tron

Elegante edificio dalla struttura solida e lineare, risalente al XIX secolo, di cui un recente restauro ben eseguito permette di ammirare l'originale bellezza.

Villa Bettis

Costruita per una facoltosa famiglia asolana, la villa Bettis risale a primi secoli della dominazione veneziana (sec. XVI/XVII). L'edificio si estende su due piani: sulla facciata timpanata campeggia lo stemma gentilizio e si aprono una bella coppia di trifore, l'una sovrastante l'altra, ed un grande arco d'ingresso; da qui una gradinata fiancheggiata da pilastri ornati di statue conduceva gli ospiti all'interno. La villa, seriamente lesionata nel corso della prima guerra mondiale, fu purtroppo malamente restaurata.

Villa Bolzonello

Ex residenza dei conti Cornuda, la villa è un imponente edificio costruito in vari momenti, a partire dal XIV secolo. Il nucleo originario, oggi ala ovest, ha conservato riproduzione dello stemma degli antichi proprietari e lacerti di pregevoli affreschi.

Villa Viviani

Gradevolissimo edificio quattrocentesco, poi ampliato e restaurato, presenta oggi un bel loggiato ad arcatelle sovrastato da una fuga di finestre sul piano nobile; la parte centrale della facciata è elevata di un piano e timpanata; verso ovest si apriva un belvedere oggi murato.

Locanda "Alla Stella d'Oro"

La costruzione che attualmente ospita la locanda risale al Cinquecento e sembra essere stata una delle case possedute dai Trieste, facoltosi asolani che avevano acquistato terre e beni a Cornuda. 

Bosco Fagaré

Al crollo della Repubblica di Venezia il conte Guglielmo d'Onigo dichiarò il Bosco Fagaré bene inalienabile e quindi patrimonio dello Stato. Successivamente anche questo bosco demaniale fu reso alienabile (legge n. 3713 dei 04.03.1886) e fu proposto in prima istanza ai Comuni, per i quali fu previsto un prezzo più contenuto: il Comune di Cornuda deliberò di acquistarne una parte (15.03.1888) con il vincolo della conservazione. Dell'intera estensione acquistata da Cornuda una porzione passò al Comune di Crocetta dei Montello, costituitosi il 01.05.1902 e comprendente le ex frazioni di Ciano e Nogarè. Il Bosco rimase proprietà indivisa dei Comuni di Cornuda (61%) e di Crocetta dei Montello (39%), che si costituirono in Consorzio (1951) con il fine di mantenere e valorizzare l'intero complesso boschivo. Il Consorzio ha cessato di esistere in data 31.08.1994 ed i compiti di vigilanza e conservazione sono stati assunti dai due Comuni, che hanno assegnato al Comune di Cornuda la gestione dei servizio.

Grande fu l'importanza del bosco nella storia locale: considerato sacro dagli antichi abitatori fu ampiamente sfruttato durante il Medioevo e perfino dalla Repubblica di Venezia, che riservò a questo territorio particolari cure ecologico-forestali e ne utilizzò il legno sia per l'industria navale che edilizia. Il Bosco dei Fagaré fu poi notevolmente danneggiato nel corso dei due recenti conflitti mondiali ed è oggi composto da alberi la cui età media oscilla intorno ai 50 anni. Dal punto di vista botanico, anche se la sua denominazione indicherebbe la presenza di faggete, vi si può ammirare un ricchissimo sottobosco e numerose specie arboree, variabili secondo l'altitudine e l'esposizione al sole (aceri, castagni, pioppi, salici, noccioli, carpini, rovere ); numerosi anche gli animali che trovano rifugio nei boschi, dagli insetti ai rettili, dagli uccelli ai piccoli mammiferi di cui si indovina la presenza grazie alle tracce che si trovano sul terreno. All'interno del Bosco sono stati predisposti sentieri e posti di sosta, per consentire al visitatore di fruire al meglio di questo splendido ambiente naturale.